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29 maggio 2007

Casa delle illibertà

  GENOVA. AN VIA I MANIFESTI CONTRO L'OMOFOBIA
Propaganda pro-gay
martedì 29 maggio 2007 ,
Esposto di An alla procura di Genova per i manifesti contro «l’omofobia» esposti sulle vetrine del palazzo della Regione Liguria, in piazza De Ferrari. I manifesti riportano le scritte «frocia» e «culattone» impresse sui volti di una donna che esclama «ho sognato di baciare una ragazza» e di un uomo che dichiara «ho sognato di baciare un ragazzo». Il partito di Fini chiede alla magistratura di accertare «se nella esposizione di manifesti pro omosessualità nelle vetrine dei locali del palazzo della Regione di Piazza De Ferrari si abbiano a ravvisare eventuali reati» e, al presidente della Regione, Claudio Burlando e al ministro degli Interni Giuliano Amato, «l’immediata defissione dei manifesti. Un conto è il rispetto per l’orientamento sessuale di ciascuno, altra cosa è promuovere una campagna a favore dell’omosessualità». Burlando replica secco: «I manifesti in questione - mi sembra che difendano semplicemente il diritto di essere omosessuali. Inoltre va ricordato che gli spazi al piano terra della Regioni vengono messi a disposizione di varie organizzazioni no profit che, naturalmente, portano la responsabilità di quello che scrivono».
di la Stampa
E questi dovrebbero difenderci dall'imbavagliamento della libertà e dell'uguaglianza degli imam? Ma come facciamo a distinguerli? Ah già, gli imam usano la barba!!!




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28 maggio 2007

Chi becera di cristianesimo danneggia anche te, digli di smettere:

Gay Pride a Mosca, aggrediti i radicali
Picchiata anche Vladimir Luxuria
L'aggressione. Ma "mentre veniva distribuito il volantino con il testo della lettera un gruppo di naziskin, alla presenza di un vescovo ortodosso, scortato da due persone, che dava loro la benedizione, ha cominciato a tirare uova ai partecipanti all'iniziativa non violenta e poi a picchiare i radicali". Subito dopo è intervenuta la polizia. "Siamo molto preoccupati - dicono ora i radicali - soprattutto per le condizioni di Marzocchi che è stato violentemente picchiato".
http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/esteri/mosca-gay-pride/mosca-gay-pride/mosca-gay-pride.html

E la "sana laicità" del cattolicesimo italiano, sempre proteso per la Difesa della Vita e dei Valori Etici, di fronte alle botte prese dai suoi ministri, tace. Chi tace acconsente, dicevano i nostri nonni...




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27 maggio 2007

Appello: SALVIAMO SDEROT!

SALVIAMO SDEROT!

Comunicato Honest Reporting Italia 27 maggio 2007

Da sette anni, gli abitanti di Sderot vivono nel costante terrore. Su quella che un tempo era una ridente cittadina di 20.000 abitanti, da sette anni piovono con frequenza quasi quotidiana missili Qassam lanciati dai palestinesi della striscia di Gaza.
In sette anni, circa 8.000 razzi palestinesi hanno avuto come bersaglio esclusivamente obiettivi civili israeliani, quali case, scuole, ospedali, giardini d'infanzia, centri commerciali e ogni altro luogo in cui ci sia un'alta concentrazione umana.
Scopo evidente è uccidere il maggior numero di persone, uomini e donne, vecchi e bambini.
Nell'agosto 2005 il governo israeliano ha messo in atto lo sgombero totale dei 25 villaggi situati nella striscia di Gaza, nella speranza di ottenere in cambio una maggiore sicurezza per i suoi cittadini residenti nel Sud del Paese e lungo i suoi confini.
La risposta palestinese non si è fatta attendere: dove erano le serre, che producevano tonnellate di verdure e davano lavoro a centinaia di palestinesi, sono stati scavati i tunnel dai quali passa il contrabbando di armi e l'ingresso dei terroristi, come possiamo vedere qui:
http://www.drybonesproject.com/blog/gazaGreen.jpg
e quelli che un tempo erano fertili insediamenti agricoli sono stati in un attimo trasformati in ulteriori basi di lancio, e l'intensità dei lanci è aumentata.
Per avere un'idea della situazione suggeriamo di guardare, fra i molti disponibili, questi due filmati:

http://www.youtube.com/watch?v=fJ5CtzTQXPs 
http://www.youtube.com/watch?v=j68nFQ20o0s

Durante tutti questi anni abbiamo assistito, incredibilmente, a un silenzio pressoché totale su tutto questo: sia i media che la politica internazionale hanno totalmente ignorato quanto sta accadendo, hanno ignorato il martirio che la città di Sderot sta quotidianamente subendo, per svegliarsi unicamente quando Israele decide di reagire. Quando ciò accade, è tutto un indignarsi, è tutto un protestare, è tutto un condannare: rivolto a Israele, beninteso. Anche in questi ultimi giorni, in cui i palestinesi hanno ulteriormente intensificato i lanci di missili, non abbiamo sentito se non condanne per "l'uso sproporzionato della forza" da parte di Israele. E nel frattempo Sderot muore. Nel frattempo gli abitanti di Sderot fuggono a migliaia. Nel frattempo quelli che non possono fuggire, avendo non più di 15 secondi di preavviso tra l'allarme e la caduta del missile soffrono per gravi traumi psicologici e psichici.

Noi vogliamo che tutto ciò abbia termine. Chiediamo a tutti coloro che leggeranno questo testo di agire in prima persona. Chiediamo che tutti scrivano ai propri giornali di riferimento per chiedere di informare puntualmente sul martirio che Sderot sta subendo, e non solo sulle risposte israeliane. Chiediamo che tutti scrivano al maggior numero possibile di politici per chiedere loro di prendere nettamente posizione su quanto sta accadendo da anni sotto gli occhi di tutti, per chiedere loro di chiudere una volta per tutte la vergognosa pagina della "equivicinanza" tra carnefici e vittime che da troppo tempo contraddistingue la nostra politica estera, per chiedere loro di fare pressione sui propri contatti palestinesi per far cessare questa barbarie. Qui:
http://www.camera.it/deputatism/245/documentoxml.asp
potete trovare gli indirizzi email dei deputati e qui
http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Attsen/Sena.html
quelli dei senatori.
Chiediamo infine che tutti coloro che, fra quanti leggeranno questo testo, dispongono di un sito web, di un blog, di un qualunque tipo di spazio pubblico, lo utilizzino per diffondere ulteriormente questo appello, chiediamo che tutti coloro che lo riceveranno lo inoltrino alle proprie mailing list. E firmiamo anche le petizioni indirizzate agli stati membri dell'Unione Europea qui:
http://www.petitiononline.com/EU2007/ e qui:
http://www.petitiononline.com/Sde2007/petition.html
Collaboriamo tutti, per quanto sta nelle nostre possibilità, a salvare Sderot dalla distruzione totale.

Invitiamo i nostri lettori a scrivere ai mass media per protestare contro servizi scorretti e faziosi, e a inviarci copia dei loro messaggi presso
HR-Italia@honestreporting.com

Il nostro sito/libreria Israele - Dossier è dedicato alle informazioni dettagliate, dati storici e geografici sul conflitto medio orientale.

HonestReporting ha oltre 140.000 membri nel mondo, ed è in continua crescita.
(C) 2006 HonestReporting - Tutti i diritti riservati.

E-mail: HR-Italia@honestreporting.com

Per iscriversi a HonestReportingItalia inviare una e- mail vuota a:
join-HonestReportingItalian@host.netatlantic.com




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17 maggio 2007


Dove finisce la «libbertà» di insultare gli ebrei negando l’Olocausto

• da Il Riformista.it del 16 maggio 2007

di Paolo Soldini

Claudio Moffa, docente di Diritto e Storia dell’Africa e dell’Asia all’Università di Teramo, protestando per l’articolo che ieri abbiamo dedicato all’appello di 400 studiosi contro l’invito al negazionista Robert Faurisson, ci chiede di dare notizia anche dell’appello promosso da lui stesso in favore dell’iniziativa. Lo facciamo volentieri. Eccolo. Il titolo è «Viva la libertà!» (o meglio «Viva la libbertà!» nel sito che propaganda l’iniziativa) e il testo recita: «Apprendiamo che il prof. Robert Faurisson è stato invitato a svolgere una conferenza all’Università di Teramo. Senza entrare nel merito dell’analisi dei fatti proposti dallo studioso francese, crediamo che i princìpi di libertà di opinione, libertà accademica, libertà di ricerca storica garantiti dalla Costituzione italiana, dal Trattato costituzionale europeo e dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, rendano pienamente legittima questa iniziativa didattica».
Seguono 310 firme. 29 sono di persone che hanno a che vedere con qualche università; le altre 281 sono di avvocati, tra cui Nino Marazzita, studenti, liberi professionisti non meglio specificati, aderenti a circoli di varia natura, giornalisti, operai, pensionati, «un compagno di Teramo», «una madre di Teramo», un tenore, un’arredatrice, un regista teatrale, un bancario e via a navigare per qualifiche e professioni evitando accuratamente quelle che riguardano lo studio della storia. A dare qualche lustro all’elenco ci sono poi i nomi dell’archeologo Paolo Matthiae e dell’ambasciatore Mario Scialoja, cosa che stupisce e dispiace, del medievalista Franco Cardini, cosa che dispiace e non stupisce, e di Hamza Roberto Piccardo, cosa che non dispiace e non stupisce.
Ognuno è libero di lanciare appelli e farseli firmare da chicchessia. Anche chi, in nome della «libbertà» d’opinione li colloca in un sito web infarcito di insulti per gli avversari, di aperta apologia dell’antisemitismo e di negazionismo duro e puro. Quello, per intenderci, di chi scrive la parola Olocausto sempre fra virgolette, denuncia «l’abitudine a falsificare prove e documenti di certi pasdaran dell’Olocausto» e ritiene che la Shoah sia stata il frutto di «una campagna di disinformazione» orchestrata «a fini sia economici (i risarcimenti), sia politico-diplomatici (la fondazione di Israele)». Quello che non si può fare, invece, è pretendere di far salire sulla cattedra di una università un signore il quale sostiene tesi che di accademico, e di scientifico, non hanno nulla; suonano soltanto come un insulto alla comunità ebraica mondiale e feriscono in modo insopportabile la sensibilità dei sopravvissuti ai Lager, che l’infondatezza delle tesi dei negazionisti la portano ancora sulla pelle e nell’anima.
Non è questione di «libbertà». Invitare un negazionista a parlare in una sede scientifica è come invitare un tolomaico a un convegno di astronomi. È scritto nell’appello contro l’invito a Faurisson firmato dagli storici (quelli veri). Ma noi aggiungiamo ancora qualcosa. Moffa si legga le motivazioni con cui un tribunale francese ha condannato lo studioso americano del Medio Oriente Bernard Lewis perché, per negare la fondatezza storica del genocidio degli armeni, aveva ignorato colpevolmente l’esistenza di «prove serie» del genocidio stesso. Questo è il punto. A noi non piace l’idea che qualcuno debba essere punito perché sostiene un’opinione, anche la meno sostenibile. Non è accettabile, però, che trattando di storia si pretenda di mettere sullo stesso piano chi considera i fatti, i documenti, le testimonianze (e ci verrebbe da aggiungere: le sofferenze) e chi ignora volutamente gli uni e le altre. Chi lo fa, può, e in qualche caso deve, essere punito. Il «Protocollo dei Savi di Sion», il “documento” della polizia segreta zarista sulla base del quale furono organizzati i pogrom contro gli ebrei e che fu poi “adottato” da fascisti e nazisti, ha dimostrato quanto male può fare una bugìa. E la storia della persecuzione degli ebrei fino ad Auschwitz è piena di bugìe, proprio come una bugìa è il negazionismo. Proprio come una bugìa è il «complotto sionista» che Moffa denunciò, nel 2001, dietro l’attentato alle Torri Gemelle. Le bugìe uccidono.




permalink | inviato da il 17/5/2007 alle 12:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


15 maggio 2007


Dedica mezz'ora di tempo alla morale naturale, quella che impone la tutela dei bambini dagli orchi. Poi torna in piazza sapendo da cosa difendere la "famiglia coi bambini"

http://www.inpiazzaitalia.com/?p=206
(Documentario trasmesso dalla BBC nel 2006 sullo scandalo della pedofilia nel clero, sottotitolato in italiano da http://www.bispensiero.it/)




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